Verde per Edifici

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Glossario

 

Adattamento fisiologico: capacità degli organismi vegetali di modificare la propria fisiologia per aumentare la possibilità di sopravvivenza e riproduzione in seguito a perturbazioni ambientali stressanti. Le risposte fisiologiche possono richiedere tempi relativamente brevi - minuti o ore - come per la chiusura stomatica, stagionali come per le leggere modifiche del potenziale osmotico e del punto di appassimento permanente o della creazione di vasi di trasporto dell’acqua più resistenti all’aridità, generazionali e addirittura evolutive per le modifiche genetiche. Nel caso del verde pensile, in cui le piante sono sottoposte ad un ambiente particolarmente difficile, si consiglia l’utilizzo di piante più giovani possibile o ottenute da semina in modo da favorire il più possibile il verificarsi di adattamenti fisiologici.

 

Ambiente

Dal latino "ambiens" ciò che sta attorno. Indica l'insieme delle condizioni fisiche (temperatura, pressione, ecc.), chimiche (concentrazioni di sali, ecc.) e biologiche in cui si svolge la vita. L'ambiente è un sistema aperto, capace di autoregolarsi e di mantenere un equilibrio dinamico, all'interno del quale si verificano scambi di energia e di informazioni. Esso include elementi non viventi (acqua, aria, minerali, energia) o "abiotici" ed elementi viventi o "biotici" tra i quali si distinguono organismi produttori (vegetali), consumatori (animali) e decompositori (funghi e batteri).Contesto nel quale l'organizzazione opera, comprendente l'aria, l'acqua, il terreno, le risorse naturali, la flora, la fauna, gli esseri umani e le loro interrelazioni. Il contesto si estende dall'interno di una organizzazione al sistema globale (UNI EN ISO 14001:1996).

 

Ammendamento (di suoli)

Aggiunta di sostanze in grado di migliorare e/o correggere la costituzione fisico-meccanica e la reazione di un terreno.

 

Biocenosi

E' l'insieme delle popolazioni di specie animali e vegetali che coesistono nello spazio e nel tempo in un dato ambiente ed interagiscono fra loro, in reciproca relazione. Lo spazio, o ambiente, occupato dalla biocenosi, è chiamato biotopo. Si suddivide in fitocenosi ed in zoocenosi quando ci si riferisce rispettivamente a vegetali o animali che popolano un ambiente.

 

Biodiversità

E' sinonimo di "diversità biologica". Per biodiversità di un determinato ambiente, in particolare, si intende la varietà di organismi viventi in esso presenti, attualmente minacciata dal progressivo aumento dei fattori inquinanti e dalla riduzione degli habitat. La biodiversità può essere descritta in termini di geni, specie od ecosistemi. Lo sviluppo sostenibile dipende anche dalla comprensione, protezione e conservazione degli innumerevoli ecosistemi interattivi del pianeta.

 

Cambiamenti climatici

Qualsiasi cambiamento di clima attribuito direttamente o indirettamente ad attività umane, il quale altera la composizione dell'atmosfera mondiale e si aggiunge alla variabilità naturale del clima osservata in periodi di tempo comparabili.

 

Clima

Il clima è lo stato medio del tempo atmosferico in una determinata località, rilevato nell' arco di almeno 20-30 anni. Ha un andamento che tende a mantenersi stabile nel corso degli anni. La parola clima viene dal greco clinamen che vuol dire 'inclinazione': il clima infatti è in massima parte una funzione dell'inclinazione dei raggi solari sulla superficie della Terra al variare della latitudine. Esso, determinandone flora e fauna, influenza le attività economiche, le abitudini e la cultura delle popolazioni che abitano il territorio.

 

Consumo di suolo

Il concetto di consumo di suolo indica la trasformazione di aree libere in aree impermeabili, attraverso trasformazioni irreversibili dal punto di vista della perdita della risorsa. Il consumo di suolo ha effetti diretti (aree trasformate) e indiretti (frammenti di aree permeabili residuali isolate o marginali). Determina perdita di superfici idonee alla produzione agricola e all'espressione di biodiversità e qualità paesaggistica e spesso si associa alla produzione di aree degradate, marginalizzate.

 

Corridoio ecologico

Unità ecosistemica lineare di collegamento tra due nodi e svolge funzioni di rifugio, via di transito ed elemento captatore di nuove specie colonizzatrici. Esso consente alla fauna selvatica spostamenti da un nodo/zona relitta all’altra, risultando importante per la dispersione di numerosi organismi, per permettere l’accesso a zone di foraggiamento altrimenti irraggiungibili e per aumentare il valore estetico del paesaggio. La funzionalità varia a seconda delle zone e dipende dalle specie che si considerano.

 

Cotico

porzione superiore di un terreno naturale contenente gli orizzonti superiori organici del suolo originario, gli apparati radicali e la parte epigea delle piante. Nel caso di un intervento edilizio su un’area naturale con vegetazione di pregio è possibile valutare l’opportunità di preservare parte del cotico che andrebbe distrutto per tentare di recuperare quell’ambiente su una porzione della copertura.

 

Deflusso

acqua totale che fuoriesce da un sistema a verde pensile o da altra superficie edificata in conseguenza a eventi meteorici. Nel deflusso rientrano sia le acque di scorrimento superficiale che le acque infiltrate nei materiali permeabili e drenate al di sotto di questi.

 

Ecosistema

Complesso di comunità di esseri viventi (piante, animali e micro-organismi) e fattori fisico-chimici tra loro interagenti ed interdipendenti, che formano un sistema unitario e identificabile (un lago, un bosco, il mare, una città, un bacino idrografico) per propria struttura, funzionamento ed evoluzione temporale.

Note: Unità funzionale di base costituita da un particolare ambiente e dalla comunità di esseri che in esso vivono. In un ecosistema vi sono fattori fisici corrispondenti alle caratteristiche dell'habitat (struttura del suolo, temperatura, illuminazione, etc.) e fattori biotici corrispondenti alle caratteristiche della comunità (le specie di appartenenza degli organismi, le catene alimentari, le relazioni di interdipendenza). La definizione più comunemente accettata fu formulata da Odum nel 1971 e definisce ecosistema come "l'unità che include gli organismi che vivono insieme in una certa area (comunità biotica o biocenosi), interagenti con l’ambiente fisico (biotopo) in modo tale che un flusso di energia porti ad una ben definita struttura biotica e ad una ciclizzazione dei materiali fra viventi e non viventi all'interno del sistema". Si parla, oltre che di ecosistemi naturali, anche di "ecosistemi artificiali", prodotti dall'attività umana.

 

Educazione ambientale

Processo educativo orientato ad approfondire le conoscenze delle interazioni uomo-ambiente, utilizzando una prospettiva interdisciplinare ed un approccio di problematizzazione e ricerca di soluzione degli aspetti rilevanti e critici che derivano da tali interazioni. Concerne il progresso delle conoscenze e delle azioni miranti ad un'integrazione sempre più adeguata dei soggetti e dei gruppi sociali al contesto ambientale ,preoccupandosi della salvaguardia e dell'uso delle risorse.

 

Estensivo (verde pensile - )

Sistema in cui le specie vegetali utilizzate sono in grado di adattarsi e svilupparsi nelle condizioni ambientali a cui sono sottoposte, richiedendo minimi interventi di manutenzione.

 

Piante selvatiche

 Piante autoctone prelevate da popolazioni spontanee non coltivate.

 

Habitat

Dal latino "abitare", è il complesso delle condizioni ambientali in cui vive una particolare specie di animali o di piante, o anche il luogo ove si compie un singolo stadio del ciclo biologico di una specie. Indica quindi una unità strutturale identificabile come elemento di un ecotessuto o paesaggio.

 

Informazione

L'informazione è ciò che, per un osservatore o un recettore posto in una situazione in cui si hanno almeno due occorrenze possibili, supera un'incertezza e risolve un'alternativa, cioè sostituisce il noto all'ignoto, il certo all'incerto.

In altre parole, essa riguarda il contesto in cui i dati sono raccolti, la loro codifica in forma intelligibile ed in definitiva il significato attribuito a tali dati.

 

Informazione ambientale

La circolazione delle notizie, e più in generale di elementi di conoscenza di rilevanza ambientale, entro determinati ambiti di scambio tra soggetti potenzialmente interessati.

 

Inquinamento

L'introduzione diretta o indiretta, a seguito di attività umana, di sostanze o di calore nell'aria, nell'acqua o nel terreno che possono nuocere alla salute umana o alla qualità degli ecosistemi acquatici o degli ecosistemi terrestri che dipendono direttamente da ecosistemi acquatici, perturbando, deturpando o deteriorando i valori ricreativi o altri legittimi usi dell'ambiente.

 

Intensivo (verde pensile - )

sistema in cui le specie vegetali utilizzate sono in grado di adattarsi e svilupparsi richiedendo una manutenzione di intensità media ed alta.

 

Microclima

In climatologia il termine microclima si riferisce al clima di una zona geografica locale in cui i parametri atmosferici medi differiscono in modo significativo da quelli delle zone circostanti a causa di peculiarità topografiche, orografiche e ambientali. I microclimi locali sono quindi alla base di differenze meteo-atmosferiche che si registrano su un'ampia fetta di territorio.

Il termine può anche riferirsi al complesso delle condizioni climatiche esistenti nella vicinanza del suolo rispetto alla vegetazione più alta.

 

Nutrizione minerale

Approvigionamento da parte della pianta di ioni e molecole inorganiche, prelevate direttamente dal terreno o dal substrato, principalmente in soluzione attraverso l’assorbimento dell’acqua contenuta nel substrato.

 

Piante selvatiche

Piante autoctone prelevate da popolazioni spontanee non coltivate.

 

Resilienza

Capacità di recupero di un sistema ecologico una volta passati gli elementi perturbatori.

La resilienza è la capacità di un sistema di assorbire disturbi e riorganizzarsi, pur subendo delle modifiche, e di ritornare sostanzialmente alle funzioni, strutture, identità e meccanismi di autoregolazione preesistenti. Nei sistemi socio- ecologici, quali il paesaggio, la resilienza è costituita da tre aspetti principali: persistenza, adattamento, e flessibilità.

 

Resilienza del suolo

Capacità di recuperare la sua integrità funzionale e strutturale dopo un disturbo esterno continuando a svolgere regolarmente le sue funzioni.

 

Resistenza allo stress: in fisiologia vegetale la resistenza di una pianta agli stress indica la capacità di mantenere la sua integrità di fronte a perturbazioni ambientali che la portano a vivere al di fuori delle sue condizioni di funzionamento ottimale.

 

Rete ecologica per la biodiversità

Insieme di aree e fasce con vegetazione naturale, spontanea o di nuova realizzazione, tra loro connesse in modo da garantire funzioni diverse, tra cui la libera circolazione di piante e animali e lo scambio genico tra le popolazioni. A tal fine è necessario mantenere connessioni tra le aree protette, ovvero fasce di territorio che consentono il superamento delle barriere dovute allo sviluppo delle attività umane. Gli orientamenti più attuali sono rivolti alla realizzazione di reti ecologiche in cui i nodi sono rappresentati da aree naturali e seminaturali con il ruolo di serbatoi della biodiversità e la trama è costituita da elementi lineari naturali o semi-naturali che permettono un collegamento fisico tra gli habitat dei nodi, in modo da consentire lo scambio genico tra le popolazioni e sostenere la biodiversità.

 

Sedum

genere di piante della famiglia delle crassulace di cui fanno parte diverse specie autoctone italiane. Sono piante solitamente molto resistenti all’aridità ma poco concorrenziali cioè a crescita lenta, scarsamente coprenti e che vengono facilmente sopraffatte da altre piante. Il loro utilizzo in clima mediterraneo richiede una manutenzione non trascurabile e dà luogo a cenosi di scarso interesse naturalistico e paesaggistico, che difficilmente trova corrispondenza in associazioni vegetali interessanti.

 

Sfasamento: Si riferisce al ritardo con cui l’oscillazione termica su un lato di un componente edilizio si manifesta sull’altro lato del componente. Un elevato sfasamento temporale risulta utile nelle condizioni dinamiche tipiche del periodo estivo poiché può ritardare l’ingresso del calore attraverso le pareti ad un’ora in cui la temperatura esterna si è abbassata, quando è teoricamente possibile raffrescare gli ambienti interni per semplice ventilazione.

 

Specie Autoctona (o indigena)

In biologia ed in biogeografia, una specie autoctona (o indigena) di una data regione è una specie che si è originata ed evoluta nel territorio in cui si trova o che vi è immigrata autonomamente da lungo tempo stabilendovi popolazioni che si autosostentano.

 

Substrato

E' la parte sottostante al suolo dove i fenomeni pedogenetici sono scarsi o assenti. Formazione rocciosa, consolidata o no, che si trova al di sotto del materiale parentale, e che è intervenuta nella formazione del suolo indirettamente o non è intervenuta affatto. In termini pratici il substrato è ciò che è riportato da una carta geologica di qualità standard, e la sua definizione è ricavabile da questa quando non osservabile direttamente.

 

Substrato tecnogenico

 Materiale fondamentale dei sistemi a verde pensile responsabile di creare un ambiente adatto allo sviluppo degli apparati radicali delle piante offrendo a queste ancoraggio, ossigenazione, idratazione e nutrizione minerale. I substrati tecnogenici a differenza di un suolo naturale sono costruiti artificialmente partendo da materie prime naturali in parte minerali (principalmente di origine vulcanica come lapillo, pomice e minerali argillosi), in parte organici (torba). In accompagnamento alle materie prime naturali possono venir utilizzati altri ammendanti naturali trasformati artificialmente (minerali cotti, espansi o vetrificati e materiale organico di varia natura compostato) o prodotti chimici (concimi e materiali plastici). La norma UNI 11235:2007 definisce le caratteristiche chimico–fisiche e granulometriche necessarie per rendere questi substrati adatti all’utilizzo sulle coperture a verde pensile.

 

Tecniche di rinaturazione

Modalità attuative ricorrenti per opere (e più in generale interventi) con specifici obiettivi. Le modalità prevederanno tipicamente l’utilizzo, mediante regole predefinite, di determinati materiali viventi o non viventi.

 

Vegetazione naturale

l’insieme di varie forme vegetali insediate in un dato ambiente di cui caratterizzano l’aspetto e riflettono le condizioni ecologiche.

 

Vegetazione pioniera

Vegetazione in grado di colonizzare superfici o ambienti creando i presupposti per l'insediamento di specie più esigenti nell’ambito della fertilità del suolo.

 

Vegetazione steppica: vegetazione erbacea tipica di aree del globo prive di una vera e propria stagione favorevole, in quanto caratterizzata da aridità nella stagione più calda e da temperature eccessivamente rigide nella stagione umida. In Italia settentrionale, le piante che vivono su sistemi a verde pensile con ridotto spessore di substrato si incontrano sovente in condizioni paragonabili all’ambiente steppico.